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Utente: GiM
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Giustizia, non giustizialismo!inserito il 3 Nov 2007 ore 13.47
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Abstract “Trovata donna in stato di coma vicino una stazione della metropolitana di Roma” “Fermato Rom per aver seviziato e massacrato la donna di Roma” “Il governo vara le nove misure contro gli immigrati comunitari pericolosi per la sicurezza” “Spedizione punitiva contro i Rom a Roma” “I Rom: «Non paghino tutti le colpe di uno solo»” “Ai funerali di Giovanna:«Bisogna resistere al male, come lei»”
Sono questi alcuni dei titoli (un po’ parafrasati) di giornali e telegiornali di questi ultimi giorni! Stiamo assistendo ad una escalation di violenza ed intolleranza.
Cosa sta succendendo in Italia? E nella nostra piccola comunità paesana come stanno le cose? Sappiamo non lasciarci condizionare da quello che i TG (forse per cavalcare l’onda emootiva) ci sbattono in faccia? |
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Personalmente non sono intollerante, ma nemmeno tollerante a priori. Mi spiego. Ritengo che l’accoglienza debba essere alla base della società italiana (ed a mio avviso questa accoglienza c’è, anche se spesso l’onda emotivo tende a celarla), però sono consapevole che l’integrazione è bidirezionale. Da una parte l’Italia deve fornire gli strumenti per l’integrazione (che non significa solo dare loro un campo per insediarsi), ma d’altra parte loro devo avere la voglia di integrarsi e la capacità di isolare i delinquenti (presenti in tutte le società), come ha avuto il coraggio di fare la donna rumena (anch’essa Rom) e che ora vive sotto scorta per paura che i suoi connazionali (come sempre alcuni, non tutti sia chiaro) si vendichino (pazzesco che debba aver paura per aver fatto il proprio dovere di cittadina). La Romania è oggi un paese membro dell’Unione Europea, e questo da una parte è un fatto positivo ed una ricchezza, ma dall’altra ha permesso un esodo incontrollato verso i paesi economicamente più forti (tra i quali l’Italia per i Rumeni), senza però considerare se quel paese è in grado di accogliere tutte queste persone in una volta. Inoltre, ritengo, che i primi a “fuggire” dai propri paesi sono quelli che hanno problemi con la giustizia locale, illusi (forse anche per colpa dell’immagine che l’Italia da di sé all’estero, non so) di una impunità mascherata nel nomadismo e delle condizioni di vita in cui decidono di nascondersi, anche confidando sulla solidarietà sociale dei propri connazionali. Cercando di non limitare le libertà dei cittadini europei, lo Stato Italiano (ma non da solo, perché il problema deve essere Europeo, non solo Italiano) deve saper isolare i violenti, i delinquenti, tutti coloro che non sono venuti in Italia per lavorare (e purtroppo sono tanti e fanno molto rumore… apparendo ancora di più) per prendere le dovute contromisure. Se lo Stato non sarà in grado di far ciò, purtroppo, ci saranno sempre gruppi di cittadini poco propensi all’accoglienza del diverso, pronti a coprirsi il volto e dotarsi di spranghe per farsi giustizialismo da sé! Ovviamente accanto allo Stato, anche le realtà sociali e civili Italiane (e quindi i singoli cittadini) devono fare la loro parte. |

Giustizia, non giustizialismo!
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