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Una riflessione laica sul bene e il male

Il muretto è collegato all'articolo Una riflessione laica sul bene e il male.

A partire dai fatti di Erba, una riflessione sul bene e il male e la loro relatività al giorno d’oggi. Un riflessione laica, nel senso più ampio del termine, perchè originata da un errore ideologico e conclusa con un’inaspettata concordia.

Sono mostri titolava un giornale subito dopo la loro confessione. Eppure se ripassiamo tutta la vicenda di Erba ci accorgiamo che i Romano erano gli ultimi a poter essere sospettati dall’opinione pubblica (fortunatamente, però, non dagli inquirenti). E infatti il primo sospettato è stato il marito, poi si è pensato ad un regolamento di conti per gli strani affari della coppia e solo dopo un mese si è arrivati alla verità.
A dire il vero al loro arresto, io non avevo creduto che potessero essere stati i 2 coniugi. Ammetto con molta franchezza quest’errore perché è da questo che è scaturita questa riflessione. I Romano mi sembravano, e mi sembrano, anche se adesso da un prospettiva diversa, vittime. Prima di attirarmi possibili strali spiego subito il perché. Le dichiarazioni della madre, dei vicini e persino del sindaco mi avevano portato su un’idea, ripeto sbagliata, che fossero dei comodi capri espiatori per tutti. Dopo la confessione sono andato a riprendere l’intervista integrale della madre e gli articoli immediatamente seguiti all’arresto.
Dopo il riascolto mi è rimasta ancora addosso la sensazione che i due coniugi siano stati prima vittime della stessa mentalità che ha generato i mostri.
Sia ben chiaro non è per giustificare che dico questo: è per capire. Capire per non arrendermi a considerarlo una follia; non arrendersi al pensiero, paventato da giornali e telegiornali, che un vicino con cui litigo possa da un momento all’altro trasformarsi in assassino, in mostro.

Mi sono permesso un volo di fantasia, una digressione in questa riflessione. Suppponiamo che il peggio che si è detto sui personaggi di questa storia sia vero. Anzi, meglio, supponiamo che i personaggi di questa vicenda siano anzichè reali, i personaggi di un libro (sembro Lucarelli). Supponiamo di avere un tunisino “malacarne” che sposa un italiana e hanno un figlio. Supponiamo anche che usino la loro casa per traffici illeciti e litighino con i vicini. Ripeto è una storia inventata ma neanche tanto inverosimile.
In questa storia chi è il cattivo? Chi può essere il cattivo e chi il buono? Ognuno potrebbe essere il cattivo e ognuno potrebbe essere il buono.
Questo ragionamento non mi ha fatto a pensare che tutti sono cattivi, ad avere paura dei propri vicini, degli extracomunitari o di chi spaccia. Anzi, personalmente arrivo ad conclusione opposta negli effetti.
Nessuno è buono e nessuno è cattivo. tutti possono essere buoni o cattivi dipende da circostanze non prevedibili e non giustificabili prima.
Rispetto alla storia inventata, però, nella realtà c’è un protagonista che non ho citato, ma perchè ha un posto di rilievo assoluto in questa vicenda. L’unico a non spendere mai parole inutili perchè ha sempre detto le parole giuste. Anche se per motivazioni diverse (lui è cattolico, io no), condivido totalmente le parole di Carlo castagna, nonno, padre e marito delle vittime.

“Perdonare. Bisogna perdonare in questi momenti”
Ovviamente per me non si tratta di rimettersi ad una volontà superiore in grado di giudicare quello che da uomini non si può comprendere. Per me il perdono è come una toppa su un caro vaso che si è rotto: non si può riavere il vaso com’era, ma cerchiamo di ricordarci di non romperne altri.


Moderatore: teo

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