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Destra - Sinistra... o terza via?

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La politica oggi ci spinge verso una contrapposizione continua, costante: destra - sinistra, cattolici - radicali, comunisti - liberali! Ma l’italia ha veramente bisogno di questa contrapposizione? Questo governo è in grado di conciliare le diverse anime che lo alimentano? Hanno senso di coesistere insieme? E’ possibile conciliare visioni della vita e del mondo così differenti? Ed io, in tutto questo, dove sto? Sono queste le domande che permeano la mia riflessione.

Accendendo la TV, leggendo i giornali, ascoltando la radio, sfogliando le pagine dei siti di informazione ci troviamo inondati da notizie di stampo politico costante. Spesso e sovente (purtroppo) queste notizie sono espressone di una contrapposizione forte che, di fatto, ha spaccato l’Italia, segnando un confine netto tra 2 modi di intendere la società troppo diversi e spesso inconciliabili. Io, però, non mi trovo in nessuna di queste 2 visioni estremizzanti, ritendendo che ci sono cose buone sia in un ideale quanto nell’altro. Non tutto in toto, ma un attenta analisi di ciò che mi viene proposto, fatto sulla base delle mie convinzioni, della mia etica, della mia fede.
Sebbene la maggior parte dei miei ideali stia “dalla parte sinistra”, non sono un comunista, nè potrei esserlo. Ecco allora che non posso non riflettere sull’attale coalizione di Governo, sui modi di portare avanti le proprie battaglie, sull’essere dei politici di quello schieramento. Io sono Cattolico (lo dico senza sentirmi nè superiore, nè inferiore aglia ltri) e questo, ovviamente, influenza il mio pensiero. Mi domando come sia possibile per quei politici che si definiscono Cattolici accettare certe posizioni (in questo caso mi riferisco ai Cattolici della maggoranza), mi chiedo come possa un Cattolico ridar loro il consenso se non si sente più rappresentato da essi. E’ questa una delle “questioni” che mi fanno riflettere. Non cerco una soluzione, non oggi almeno. Ma una soluzione dovrò trovarla.. o forse una sintesi che non potrà non tenere in contro non solo le scelte economiche che questo governo sta operando, ma anche quelle etiche, a mio avviso molto più importanti.
Io ritengo che sarà molto difficile per questa maggioranza sopravvivere (ancor meno vivere), perché costantemente ricattata da forze radicali che non accettano (così l’impressione che ne ho io) chi possa pensarla diversamente in politica estere (Vicenza, Afganistan, Libano, rapporti con gli USA, la Nato...), sulle questioni etiche (PACS, Famiglia, Eutanasia...), in politica interna (liberalizzazioni, riforme strutturali...)... arrivando a minacciare questo o quello che non la pensa e si allinei a loro, come se fossero loro il paese, quando in realtà non sono che una risicata maggioranza che va si ascoltata, ma non può arrogarsi il diritto di dettare le scelte importanti che questo paese deve prendere. i domando come abbianofatto a mettersi d’accordo? Può bastare un obiettivo comune a breve termine (sconfiggere Berlusconi) per creare e tenere unita una coalizione che, fatti alla mano, unita non è? Ha senso che forze così distanti ideologicamente si alleino?
Secondo me c’è qualcosa che non va nel nostro paese, e questo qualcosa - a mio avviso - è il bipolarismo! L’italia non ha una mentalità bipolare e non la avrà mai (non nei prossimi decenni almeno), per quanto si sforzino alcuni politici a creare una tale mentalità. Questo non sarà possibile non perché la popolazione non vedrebbe bne euna semplificazione del panorama politico interno, quanto perché sono i partiti (quelli piccoli e con ideologie radical/estremizzanti) che non vogliono rinunciare al loro piccolo orticello, arrivando a minacciare una intera coalizione in forza del loro 2-3% ottenuto alle elezioni! Ma stiamo scherzando?
Non voglio qui dare soluzioni, ma secondo me un terzo polo equidistante (una terza via) da destra e da sinistra potrebbe coalizzare tutte quelle forze moderate che non si sentono nè pienamente di desta, nè pienamnete di sinistra. Ma è una strada tortuosa - che comunque qualcuno sta tentando-, tortuosa per vari motivi: la dura opposizione delle ali estreme che con una tale forza al centro vedrebbero fortemente ridotto il loro peso politico; la poca convinzione di quelle forze moderate che vedrebbero ridotti i loro consensi; loa confuzione che potrebbe generare questo terzo polo equipesante e la necessità di dover modificare una legge elettorale che, sebbene tutti ne parlino male, nessuno ha avanzato una proposta concreta di modifica.
Ed allora, la soluzione come trovarla? Sicuramente sarà necessario attendere un po’ per ben delineare come l’universo modo elettorale si muove per poi operare scelte, mi auguro, coraggiosa e responsabili.

Moderatore: GiM

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OT: Dove siete! di GiM
20 Feb 2007 ore 20:03

Capisco che siamo alle porte di una campagna elettorale... ma i vari politologi di Brolesi, dove sono finiti? ( Avete capito tutti a chi mi sto - anche - riferendo)



Bipolarismo Italiano: un fallimento che non si ha il coraggio di ammettere! di GiM
20 Feb 2007 ore 20:01

Sono stato un po’ in silenzio, volutamente. Ma ora riprendo l’argomento.
Si parla di ideologie tramontate, di terze vie non praticabili, di un’Italia bipolare... sinceramente io tutto questo non lo vedo, soprattutto non vedo l’Italia bipolare! Non vi è bipolarismo quando si sta sempre sotto costante minaccia da parte di radicaloidi sinistrosi ridondati o meno. Cito: «Se D’Alema glissa sulla base di Vicenza, non appoggia quantomeno l’idea del referendum, o evita di precostituire un’autonoma strategia di uscita italiana dall’Afghanistan di fronte al prevedibile sabotaggio da parte americana della conferenza di pace, il mio no è assicurato» (ex PDCI, ora Indipendente).
Non vedo bipolarismo quando la distanza tra sinistra radicale e centristi dell’Unione è abissale su moltissimi temi (quelli etici, la politica estera, le riforme...), mentre “UdC”, “Margherita” e “Italia di Centro” (giusto per citarne 3) condividono moltissimi valori che stanno alla base della società Italiana. Allora, ha senso parlare di alleanza di Centro Sinistra e di Centro Destra? E’ giusto che forze politiche così vicine debbano necessariamente star schierate così separatamente. Sono con l’unità si possono condurre e portare avanti quelle battaglie sociali che accomunano più che dividere. Solo quando si supererà questo fallimentare bipolarismo all’Italiana la Politica Italiana stessa potrà imparare nuovamente a parlare ai giovani. E questo lo dico da giovane interessato alla politica, da giovane disilluso da questa sinistra incapace ad essere una sinistra moderata e di governo, disilluso da ministri (e/o sottosegretari) che vanno a manifestare contro il governo (in pratica contro se stessi), disilluso da questa sinistra che ha bisogno che gli si dica che chi governa non può andare a manifestare! Disilluso da un presidente della Camera che non ha ancora capito appieno il suo ruolo! Disilluso di averla votata (seppur indirettamente) questa sinistra!
Ma non crediate che sto bene dall’altra parte. In maniera duale, le stesse cose potevano dirsi quando al governo c’era la Casa delle Libertà. Da quel lato invece dei radicaloidi sinistrosi c’erano i secessionistoidi leghisti. Basta cambiare gli attori, ma la sostenza è sempre quella!
Ecco perché dico che questo bipolarismo ha fallito! Che è ora di guardare avanti, di superare cerchi schemi preconcetti di comodo (a chi, se non fosse stato per questo sistema, mai e poi mai sarebbe arrivato al governo... dall’una e dall’altra parte... e che - a ben vedere - non ne ha le capacità e la levatura per farlo).
E’ anche per questo che stimo il coraggio che ha avuto l’UdC di slegarsi (seppur ancora in modo debole) dal suo polo. E’ per questo che spero che l’idea di Follini vada avanti e si concretizzi nei numeri!
Se vogliamo un paese moderno, un governo europeo, dobbiamo scrollarci dalle spalle “i pesi” (le ali estreme), lasciare indietro chi non ha chiaro il bene comune, ma guarda al suo orticello infischiandosene dell’interesse della nazione e di quella stragrande maggioranza degli Italiani che NON la pensa come loro. E’ giusto portare avanti un proprio programma, ma un governa ha il DOVERE DI ESSERE MODERATO!



Ideologia e terze vie di teo
15 Feb 2007 ore 23:11

L’ideologia è come il grande amore: rinuncieresti a tutto una volta trovatolo per seguirlo. E il Novecento appena finito ha sposato l’ideologia e l’ha seguita con tutto il trasporto che aveva.
L’ideologia però si è rivelata una sposa spietata che lo ha costretto ai peggiori abomini come prova del suo amore.

Fuor di metafora, le ideologie hanno contrassegnato il secolo appena trascorso ma sono state la causa e/o la scusa di molte dittature e anche di comportamenti antidemocratici.
Personalmente ritengo che non possa esistere (più) un’ideologia che dia una risposta a tutti i problemi attuali (e futuri).

Vedo nel bipolarismo, invece, non una soluzione definitiva ma un metodo efficace per trovare soluzioni talvolta provvisorie. Inoltre, proprio perché non appartiene alla nostra tradizione ,mi sembra ancora più adatto per l’italia: il bipolarismo ci costringe a schierarci e limita, se non forse impedisce, inciuci e ribaltoni.

Insomma il bipolarismo non è perfetto e ci costa molta più fatica rispetto allo schieramento ideologico: ma questo è il vero passo avanti per far diventare la politica onesta e concreta.



Re: La solita terza via di giuditta
13 Feb 2007 ore 19:21

A mio avviso il problema supera di gran lunga il fatto che oggi in politica ci possa essere una terza via o meno. Intanto mi associo con teo nel pensare che opinioni diverse possano essere motivo di ulteriori confronti e quindi di possibile progresso. Detto questo vorrei allaciarmi ad un altro discorso. Pensare alla terza via diventa un problema secondario se riflettiamo sul fatto di come oggi i giovani si allontanino dalla politica. Ci siamo chiesti qualche volta il perchè? Per quanto la politica possa essere corrotta regola una società, e per quanto le regole possano essere benefiche per gli amici e malefiche per i nemici sono quelle che apportano equilibrio in un sistema sociale. Eppure sono pochi i giovani che vedono come icona da seguire Prodi o Berlusconi. E ancora vi chiedo, perchè? Forse la politica non rappresenta più neanche quel minimo di ideologie a cui credere o in cui schierarsi. I politici di oggi non riescono a trascinare giovani realtà verso possibili ideologie a cui aggrapparsi. Non esiste più il motivo vero o fasullo che sia per cui combattere veramente. Esiste solo la destra e la sinistra, che fa finta di farsi i dispetti e poi magari sottobanco si metto d’accordo con il compare che sta dall’altra parte. Dov’è finito quello spirito che infiammava i nostri nonni, ma anche i nosti genitori. Oggi non vedo più tra i nostri volti la convinzione di essere di destra o di sinistra. Sei con Berlusconi perchè non tiene Luxuria nella lista e magari dice di fare il ponte, apprezzi Prodi perchè riporta indietro le truppe da Bagdad, ma le idee, quelle in cui sei convinto, dove sono. Forse... magari... potrebbe andare bene anche una terza via se solo fosse in grado di fare credere nuovamente in qualcosa.



Cassandra di Adrian(a)naga ieo
11 Feb 2007 ore 16:52

Assistendo, ormai attonita e sempre più svogliata, alla divisione politica che da 50 anni divide la nostra Italia (con tutta l’Europa), destra-sinistra, mi sorge spontaneo chiedermi: ma non è giunta l’ora di cercar una terza via? Non ci si è resi conto, causa la politica che vuole sempre chiuderci gli occhi per i propri interessi, che le cinquantennali ideologie che son state i capisaldi dell’Italia, son ormai decadute? Dove son gli ideali del comunismo? e del liberalismo? tutti i piccoli partiti nati dopo la crisi della partitocrazia degli anni ’90, che han saputo per qualche tempo riunire le aspettative degli italiani delusi dalla solita politica...anche questi, seppur tutt’ora siano in vigore e votati, conservano ancora la loro forza ideologica iniziale? A questo punto è per me normale pensare che, al di là del bene e del male dei partiti, è più importante che si venga a creare la richiesta da parte della popolazione di una nuova ideologia, prima culturale, poi sociale, infine politica, con tutte le diramazioni che poi da questo ultimo mondo posson svilupparsi.
Il nazismo, il fascismo, il conservatorismo, il liberalismo (seppur con il senno di poi storico molti non sian movimenti degni di lode), tipicamente di destra, son nati per un bisogno comune della massa, svilita e distrutta dalla prima guerra mondiale e dal disincanto nei valori positivisti d’inizio secolo, di cercar un leader forte che potesse dedicarsi alle cure necessarie allo stato per risollevarlo. Il comunismo, come anche tutti i seguenti movimenti di critica sinistroide (vedi quelle particolari fazioni del socialismo), nacque per raccoglie le voci di chi sentiva di voler contrastare quei partiti di destra. Certo, son milioni di altri i fattori che contribuirono alla nascita del bipolarismo politico, ma io voglio soffermarmi su quelli sociali (che sto pure studiando adesso e che quindi ho freschi! ).
E a sentire il bisogno di una nuova ideologia, adatta agli sviluppi della società moderna, multiculturale, piena di stimoli dal mondo intero, con nuove problematiche, son proprio io (e credo di non esser più la sola solita anticonformista), che son sempre stata ottimista in un cambiamento interno alla politica attuale (e pure ho sempre scelto quella che ritenevo la parte che meglio rappresentasse i miei valori personali). Eppure...saranno le mie vedute più ampie o uno scetticismo generale che mi ha contagiata, ma...secondo me la soluzione sarebbe questa, seppur estremamente delicata, imponente, difficile, quasi impossibile. Certo, le solite utopie, però.



La politica oggi di teo
11 Feb 2007 ore 15:36

Mi pare che GiM (ma non solo) veda nella divisione e nelle contrapposizioni tra i due schieramenti e all’interno degli stessi schieramenti, un elemento di instabilità (forse anche di pericolo per certi aspetti) ma comunque qualcosa di negativo.
Al contrario, al di là dei toni troppo spesso sopra le righe, io vedo in questo un terreno fertile per apportare reali cambiamenti.

Da qualche parte ho letto che noi siamo innamorati dell’idea di dividerci, e per questo non mi stupisco (e non mi preoccupo) di queste divisioni ed anzi le considero un punto di forza.
È giusto che non solo destra e sinistra ma anche cattolici e radicali abbiano idee diverse anche se sono all’interno della stessa coalizione: non può che venire che dal confronto tra due idee diverse ma comunque legittime (e legittimantesi a vicenda) che viene fuori un vero cambiamento.
L’importante è non arrogarsi il diritto di aver ragione solo da una parte e ciò vale qualunque sia l’argomento della discussione.

In Italia è uno sport molto più diffuso del calcio quello di dire la propria come fosse l’unica verità; bisogna incominciare a vedere che ci sono anche altri punti di vista diversi dal nostro ma altrettanto legittimi.
Anche su aspetti difficili come temi etici e religiosi, non si deve pretendere che i politici ascoltino solo la nostra opinione: al contrario si deve pretendere che i politici ascoltino tutte le opinioni, per fare una legge che sia realmente rappresentativa di tutta la collettività e non solo di una parte o, come il più delle volte accade, del proprio elettorato.

Secondo me, questo governo sta affrontando in maniera esemplare il suo compito, senza cadere nè negli inciuci caratteristici della Prima Repubblica, nè nei personalismi dell’era Berlusconi.
Ci sono degli obiettivi da raggiungere (il programma) su cui ci sono delle posizioni distanti: ci si siede attorno ad un tavolo e si discute, aspramente, pubblicamente talvolta, senza derogare alle proprie posizioni, fino ad arrivare ad un compromesso (non un inciucio).

L’esempio migliore di questo metodo è la legge sui DICO (ex PACS). Due ministre, su posizioni quasi antitetiche, si sono messe a lavorare assieme, ognuna portando le proprie idee (e facendole sentire nella legge) finchè non sono arrivate ad una formulazione non solo di principio ma di sostanza.
Per inciso aggiungo che non è importante il fatto che legge abbia scontentato tutti, anzi è meglio: il contrario avrebbe dovuto far sospettare che i veri problemi fossero stati nascosti sotto il tappeto.

Forse ancora non ce ne rendiamo conto, soprattutto in Italia, ma stanno arrivando tempi di grandi cambiamenti che ci piacciano o no. Superare la concezione immatura della politica che finora noi abbiamo avuto è assolutamente necessario per affrontare seriamente le sfide del futuro.






La solita terza via di teo
11 Feb 2007 ore 15:14

La terza via è un’idea ricorrente negli ultimi anni prevalentemente a sinistra. Ma da Tito, che cercava un terza via tra il blocco sovietico e quello americano durante guerra fredda, fino ad arrivare al manifesto di Blair di pochi anni fa tutti i tentativi hanno fallito.
Anche in questo caso penso che la Terza Via proposta da Casini ed altri nostalgici della DC fallirà. Se questo sarà vero ne avremo la prova tra poco, alle prossime amministrative, per le quali Casini ha fissato degli obiettivi con cui misurare il successo della sua iniziativa.

La terza via mi pare sia il tentativo disperato di rivincita di chi ha cercato senza riuscirci di imporsi in uno dei 2 schieramenti. Adesso tenta la prova di forza elettorale cercando di farsi dare dagli italiani quello che non è riuscito ad ottenere politicamente.

Che piaccia o no, gli italiani hanno già scelto: hanno scelto il bipolarismo ed hanno scelto due schieramenti con 2 leader.
Per parte mia penso che questa sia stata una grande conquista per la politica italiana come spiegherò in un prossimo messaggio.





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