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TFR
Il 30 giugno sta arrivando... milioni di avoratori devono scegliere dove destinare il proprio TFR! Tra fondi pensione sindacali, fondi privati, azienda/INPS non si capisce nulla! Cosa ritenete sia meglio? Perchè?
Discutiamone...

Moderatore: GiM

Il muretto appartiene alla categoria Lavoro

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“TFR: tenetevelo” di GiM
26 Giu 2007 ore 09:14

Come vi annunciavo ieri, ecco l’articolo: E’ tratto dal quotidiano gratuito City (city.corriere.it/ricerca_home.php?id=55485&tipo=sito&id_testa ta=&keywords=tfr).

Tfr al traguardo - L’esperto: “Tenetevelo”
L’intervist a: Beppe Scienza è un matematico dell’Università di Torino. Consulente di società di gestione e assicurazioni, ha scritto “La pensione tradita” (Fazi). A meno di una settimana dal termine (il 30 giugno) per scegliere cosa fare, spiega perché è più saggio lasciarlo in azienda.

Professor Scienza, perché consiglia di tenere il tfr in azienda?
“È una scelta di sicurezza. I fondi pensione convengono se tutto va bene, ma diventano un disastro se le Borse vanno male. Quindi è meglio non giocarsi alla roulette quella riserva che è la liquidazione. O almeno aspettare qualche anno per vedere come vanno i fondi”.
C’è anche il rischio di perderci?
“Sì, come con tutti i prodotti finanziari. Dal 1962 al 1982 le azioni italiane hanno perso l’80% del valore, le obbligazioni il 77%, il tfr solo il 18%. Se fossero stati un appartamento di 5 stanze, con i fondi se ne salvava una. Con il tfr quattro”.
Con bravi gestori si può evitare il danno?
“È ben difficile, quando l’inflazione si impenna. E comunque i gestori italiani sono abbonati alle cattive figure. I fondi comuni finora hanno reso meno dei Bot e dei buoni postali. Alcuni sono riusciti a perdere il 100% o poco meno e altri prodotti previdenziali hanno riempito i risparmiatori di debiti”.
Qual è il vantaggio di tenersi il tfr?
“Si può avere subito la liquidazione in caso di licenziamento, quando serve di più. Non ha costi di gestione e difende molto bene dall’inflazione. Anche oltre l’8% l’anno, al contrario di quanto dice chi sbaglia a fare i calcoli”.
Ma i giovani, così, non si troveranno con una pensione troppo bassa?
“Come si fa a dirlo? In 30 anni le cose (e le leggi) cambiano. E poi al momento della pensione, con tutto il tempo per scegliere, potranno sempre investire il tfr (o una sua parte) per ottenere con un’assicurazione una rendita integrativa”. E.Teb.

(Edizione del 25-06-2007)




Re: Sempre più sconcertato! di teo
25 Giu 2007 ore 23:02

Questo conferma che faccio bene a non lasciarlo all’INPS:
Manco lo Stato si fida!



Sempre più sconcertato! di GiM
25 Giu 2007 ore 11:14

Apprendo oggi, leggendolo su un giornale in un trafiletto, che chi scegliesse di destinare il TFR in azienda deve confermarlo ogni anno, pena la “rimozione coatta” dello stesso a favore dei fondi di categoria!
Non so se la notizia sia vera, dovrò informarmi al riguardo (se qualcuno sapesse qualcosa in più, potrebbe chiarire questo dubbio?).
Ma stiamo scherzando? Quindi se io in un anno mi dimentico di destinare il mio TFR viene forzatamente spostato PER SEMPRE ai fondi di categoria.
Mi piace sempre meno questa legge... ed ancor meno questi fondi... mi danno sempre più l’impressione che siano stati creati esclusivamente a favore dei sindacati, fregandosene dei lavoratori! VERGOGNA... altro che sinadacati, mi sa che pensano solo ed esclusivamente a loro stessi! Spero che la legge cambi!!!

Ho anche letto, nello stesso giornale, che la destinazione migliore è l’asciarlo in azienda. Questa sera vi riporto l’articolo.



Re: TFR (Qualche spiegazione) di teo
20 Giu 2007 ore 01:20

Forse è da tutti risaputo (e in tal caso mi scuso della seguente precisazione) ma non ho letto finora le motivazioni che hanno portato a questa legge e che secondo me spiegano, anche se non giustficano, la maggior parte dei dubbi emersi.

1. Il TFR si poteva considerare una forma di investimento che i lavoratori a tempo indeterminato (non per i precari) facevano nella loro azienda: una parte, cioè, del loro stipendio maturava custodito dall’azienda (come se questa fosse una banca) fino al licenziamento quando veniva appunto liquidato.

2. La discussione sul TFR, in corso da anni e sotto diversi governi, ha prodotto la decisione di dare la possibilità ai lavoratori di utilizzare questa risorsa per la costruzione di una pensione integrativa che andasse a rafforzare la pensione d’anzianità (visti i noti problemi del nostro sistema previdenziale)

3. L’anno scorso il governo Prodi ha varato una riforma del TFR in cui la destinazione privilegiata è il fondo di categoria (cioè il sindacato) e qualunque altra scelta deve essere resa esplicita per il lavoratore.

Detto questo mi sembra evidente che:
1. la polemica sul lavoro precario, seppur giusta in generale, è fuori da questo contesto; anzi la legge dà in generale una possibilità di scelta al precario che altrimenti non avrebbe.

2. Trattandosi di dover costituire una pensione (quindi per noi giovani un investimento a 30-40 anni) questi fondi hanno giustamente dei limiti molto rigidi per evitare i rischi più evidenti: per esempio non è possibile cambiare il tipo di fondo (da sindacato a fondo personale o d’investimento) e anche il cambio di fondo è previsto all’interno della stessa categoria o assicurazione o banca.

3. è ovvio che tutti si siano buttati a capofitto sul TFR vedendo il mare di soldi in ballo e la durata dell’investimento (sempre i 30 anni di prima);
meno ovvio (ma tant’è... siamo in Italia ) che per una occasione così importante ci si sia mossi tutti (e mi riferisco anche a banche e C.) all’ultimo momento aumentando a dismisura la confusione nei dipendenti (che decidono di non decidere).

P.S. Anche io lo trasferisco per il momento all’INPS, ma deciderò entro un anno tra fondo di categoria e personale:
Mica posso ancora credere alla favola della Pensione d’anzianità!



Re: TFR=tasca bucata di GiM
19 Giu 2007 ore 19:56

In realtà i miei dubbi erano rivolti principalmente ai fondi di categoria. Riguardo le banche... sinceramente nemmeno li prendo in considerazione. Non credo siano - bache e simili - in grado di fare l’interesse dei cittadini. Ma almeno puoi spostarli se non ti trovi bene.
Quello che più mi “stranizza” e - a mio avviso stona - è il fatto che il silenzio assenzo destini il tuo TFR ai fondi di categoria... che tali fondi sono “sponsorizzati” anche dal governo (o per lo meno da una parte)... che tali fondi sono “per sempre”... perché non lasciare come condizione di silenzio assenzo lo status quo? Perché togliere questi fondi alle aziende che comunque li avrebbero investiti nelle aziende e poi li avresti avuti a fine lavoro? Perché dirottarli altrove?
Sinceramente questi discorsi non mi convincono... e nel dubbio... meglio poter cambiare idea



Re: TFR=tasca bucata di Ales
19 Giu 2007 ore 15:29

Cicchi, penso che quello che volesse intedere Alekos con TFR= tasca bucata, sia legato al fatto che già ci sono lavoratori precari la cui unica speranza era che dopo un contratto di lavoro di un anno, si vedevano quantomeno qualche soldino in più alla fine.
Sicuramente il tempo di informasi c’è stato, ma c’è stata anche la possibilità per gli avvoltoi banchieri e assicuratori, di creare in questi mesi dei fondi appositi quando (come ha detto GiM), questi fondi esistono da una vita. Indi ragion per cui il povero lavoratore, si trova fondamentalmente da mesi e mesi con il dubbio di cosa dovere fare, essendosi visto “circondato” di fondi ad hoc, per questo ho sottolineato che molti preferiscono fare aspettare un po’ di tempo: per vedere l’andamento di questi fondi e poi scegliere, non per la logica tipicamente sicula del rimandare le decisioni






Re: TFR=tasca bucata di cicchi
19 Giu 2007 ore 15:08

Una domanda: cosa vuol dire TFR=tasca bucata...?
Vorrei precisare comunque che la legge sul TFR, e più in generale la riforma pensionistica, è un problema diverso da quello del precariato o della disoccupazione.
Infatti, se è vero che ci sono migliaia e migliaia di giovani precari o disoccupati, è anche vero che ci sono milioni di lavoratori che hanno diritto ad avere una pensione dignitosa e quindi, a mio avviso, è giusto che questo problema venga affrontato e si trovino soluzioni per risolverlo...poi si può anche discutere sulla bontà di tali soluzioni, ma sono sicuro che il sistema pensionistico così com’era non poteva più esistere...e su questo penso che ci sia ben poco da discutere...



Re: TFR di GiM
19 Giu 2007 ore 14:16

Il punto, secondo me, non è la fretta della scelta. Ha ragione cicchi, il tempo c’è stato. Il punto è un altro. Perchè dobbiamo dare il nostro TFR ai fondi di categoria (perché è questo che i politici vogliono, ed è stato chiaro il ministro Damiano al riguardo)? Tali fondi, ad onor di cronaca, non sono nati ora, ma già da alcuni anni. Però non hanno avuto il successo sperato (da chi? Dai sindacati che lo gestiscono? Sento puzza di bruciato... non mi pare che i sindacati sianonati per gestire fondi). Ecco allora che è stata fatta la legge ad hoc! Perché il silenzio assenzo destina il proprio TFR ai fondi di categoria e non, per esempio, all’INPS o lo lascia in azienda? Che strana scelta... non mi convince.
E poi... perché la non reversibilità della scelta? Perché la possibilità che i sindacati (o chi li gestisce per loro) possano cambiare le regole del fondo?
Sinceramente io non affiderei mai i miei soldi in modo irreversibile a chi non sa più nemmeno fare il proprio lavoro, ma utilizza il sindacato come trampolino politico.
Forse alle alte sfere si sono resi conti che c’è un fuggi fuggi (o meglio, un mancato rinnovo) di iscritti e questo alle casse fa male... ed ecco - bacchetta magica - il fondo di categoria?
Chiaro che queste sono solo mie fantasie... però... però...



Re: TFR di cicchi
19 Giu 2007 ore 14:07

Io non sono molto d’accordo col fatto che viene messa fretta ai lavoratori per “confonderli”...anche perchè credo che sia chiaro ormai da parecchi mesi che entro giugno dev’essere fatta questa scelta, quindi il tempo per informarsi bene ci sarebbe stato...ma si sa che noi italiani (e noi siciliani in particolare...) tendiamo sempre a rimandare, con il risultato che alla fine dobbiamo fare di fretta...il fatto che molti stanno lasciando le cose come stanno, secondo me non è una scelta consapevole del lavoratore ma è più una non-scelta, cioè un non prendere una decisione importante riguardo al proprio futuro...



TFR di Rusina
19 Giu 2007 ore 10:26

Una piccola precisazione su quanto detto da Ales..
Se lasci il TFR al datore (attenzione, bisogna specificare sul modulo di adesione che lo lasci al datore!) e l’azienda ha meno di 50 dipendenti, esso resta in azienda (quindi nn cambia nulla rispetto al passato).
Se invece l’azienda ha più di 50 dipendenti, il TFR va al fondo di Tesoreria dell’INPS.
Nel caso in cui non si comunicasse alcuna destinazione del TFR (e quindi non viene compilato il modulo di adesione), il TFR va al fondo di categoria (cioè al fondo aziendale.. nel mio caso il FONDAPI) con le relative conseguenze già descritte da Ales.
Io sono ancora indecisa.. e mancano poki giorni. Sicuramente non sarò un “lavoratore silente”..!! è la cosa peggiore che si possa fare, secondo me.
Mi sa che anch’io lascerò il mio TFR all’Inps.. per poter avere il tempo di decidere senza pressioni. . tanto, lasciandolo all’INPS, puoi toglierlo e spostarlo dove vuoi anche il giorno dopo.
Tutta questa fretta sembra fatta apposta per “confondere” il lavoratore..
Un kiss a todos.






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