Home Page Brolo Suggerimenti Segnala Brolesi ad un amico Contattaci Chi siamo
Nome Utente:
Password:

    Home Page
    Bacheca
    Il Muretto
    Articoli
          leziioni di balli carai...
          leziioni di balli carai...
          le interviste di sgna...
          stazione fs di brolo
    Appuntamenti
    Cronaca Locale
    Cerca nel Sito
    Recensioni
    Profili Personali
    Photo Blog
    Brolesi nel mondo
    Siti Segnalati
    News
    F.A.Q.
    Scambio Banner
    Pagine Dinamiche
          Detti Siciliani
          Elezioni 2007
          Estate 2008


Un sito al giorno  Un sito al giorno....



Hai un sito personale? Un blog? O anche un sito che ti piace e che vuoi far conoscere ad altri?

Segnalacelo!


    






 



11 febbraio 1858... Lourdes!
La fede è innanzi tutto un dono di Dio all’uomo... un dono che deve essere innanzi tutto accolto. Non tutti - quindi - credono, nè pretendo che lo facciano in modo superficiale.
Però, a volte una domanda mi piacerebbe porla a chi non crede: come si spiega i miracoli? Come si pone di fronte a chi questi miracoli li ha vissuti sulla propria pelle? Come si può restare indifferenti di fronte alla fede di chi si dedica ai malati ed ai sofferenti?
Le domande mi son venute guardando lo speciale di Porta a Porta dedicato a Lourders.
Cacciari a detto cose interessanti, però non ha dato una risposta a queste domande (nè gli sono state rivolte, però).
Il più grande miracolo di Lourdes non è tanto quello delle guarigioni, quanto quello spirituale che accompagna centinaio di milioni di persone che nonostante la malattia che vivono sulla propria pelle, riescono a trasmettere tanta gioia e tanta fade... riuscire a scorgere neiloro occhi una gioia che difficilmente in altri si trova! La fede è il dono più grande che Lourdes ci invita e rinnovare!

Moderatore: GiM

Il muretto appartiene alla categoria Meditazione

Il muretto è stato visitato 1185 volte
Entra elenco sezioni...
Re: Non serve un Dio per credere di teo
27 Feb 2008 ore 00:42

Nel precedente messaggio sono stato molto diretto e sintetico.
In realtà le argomentazioni che stanno dietro sono troppo lunghe e complesse per spiegarle su un muretto (dovrei scrivere anch’io 77 pagine e non mi basterebbero perchè non sono bravo quanto il Papa ) ma sono in ogni momento disponibile a discuterne personalmente.
Preciso qui, tuttavia, che so che all’interno della Chiesa ci sono posizioni diverse, ma quella ufficiale è quella del Papa e io, come gli altri non cattolici, mi devo rapportare ad essa.

P.S. x Alekos: visto che siamo tutti e due a roma ci possiamo incontrare per parlarne... che ne dici di vederci a Porta Cavalleggeri (sul confine tra Italia e Vaticano)?



Re: Non serve un Dio per credere di Alekos
23 Feb 2008 ore 09:47

x Teo: Mi era piaciuto il primo mesaggio dove ci comunicavi il tuo Credo. Quest’ultimo non lo condivido in nessun punto. Io, in quanto parte della Chiesa, non mi sono sentito mai superiore a nessuno. A maggior ragione rispetto chi non la pensa come me. Le encicliche del Papa sono scritte per chi si sente parte della Chiesa e non per trovare interlocutori.
(Questo non toglie che chiunque possa leggerle e possa commentarle)
Mi sembra che quando si è parlato di dialogo si sia affrontato l’interlocutore vis a vis e non tramite encicliche.

Con rinnovata stima, Alekos (http:aeratotu.blog.tiscali.it)



Re: Non serve un Dio per credere di teo
23 Feb 2008 ore 01:44

L’ultima enciclica del Papa ha un messaggio condivisibile ed universale in apparenza (Spe Salvi, Nella speranza siamo stati salvati).
Tuttavia non si riferisce alla mia speranza (che ho descritto nel precedente messaggio) ma solo a quella dei cattolici: la speranza dell’ateo è destinata a fallire (il Comunismo) o probabilmente a fare del male (il progresso).
Preferisco non dilungarmi troppo su questo visto che non voglio convincere nessuno, e preferisco sottolineare un altro aspetto sempre presente nei discorsi di questo Papa.

Il dialogo che Benedetto XVI instaura è pur sempre un dialogo con se stesso, e anche se cerca di farsi obiezioni che gli farebbero interlocutori reali alla fine non può che risultare corretta l’interpretazione del Papa e in ultimo quindi della Chiesa stessa.
Se il dialogo è senza un interlocutore esterno, esso è finto e non può portare mai ad una reale crescita di chi lo conduce (che questo sia il Papa o la Chiesa stessa che ragiona con sè stessa).

In generale, finchè nel mondo cattolico continuerà ad essere dominante l’idea della specialità del cattolico rispetto agli altri e della, sottintesa, sostanziale subalternità di chi non crede rispetto a chi crede, il presunto dialogo sarà sempre fittizio e non credibile agli occhi di chi non crede.



Re: Non serve un Dio per credere di Ales
18 Feb 2008 ore 11:12

Caro teo, mi è piaciuto molto un passaggio del tuo intervento: «Si può credere nella forza della speranza e nella forza del credere».
Purtroppo noi credenti, ci lasciamo troppo spesso soffocare da una fede abitudiaria, che tende a diminuire la forza della speranza e, conseguenzialmente, la forza del credere. In questo modo, abbiamo sempre più bisogno di eventi straordinari che aumentino tale forza, mentre forse dovremmo vivere l’ordinario, in modo straordinario.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dell’ultima enciclica del papa (se l’hai letta). grazie




Non serve un Dio per credere di teo
17 Feb 2008 ore 18:56

Mi dispiace di intervenire solo adesso su questo muretto, ma gli impegni di lavoro attualmente mi impediscono di contribuire al sito quanto vorrei.

Premetto che io ho un assoluto rispetto per i credenti e tollero profondamente le loro idee. Per questo motivo di solito non parlo apertamente di religione anche se sono sempre pronto a discutere, anche su questo sito, di temi di carattere etico e morale.

Chi non crede (o non ha fede) non crede solamente in Dio, ma a volte crede (nell’uomo) molto più di quanto ci credano altri.
Io non credo che accadano i miracoli come le apparizioni o le guarigioni. Credo accadano eventi di cui non so dare una spiegazione, alla pari di molti altri (ad esempio sono documentate guarigioni spontanee o straordinarie non religiose che la scienza non spiega) e che di per sè non dimostrano l’esistenza di un Dio.

Ma anche se non si crede in Dio o nei miracoli, si può credere (e io ci credo) nella forza della speranza e nella forza del credere.
Io non so se c’è (e personalmente non mi interessa) un’origine divina in quelli che la chiesa chiama miracoli: quello che mi interessa e che mi esalta sono le straordinarie capacità che l’uomo è capace di trovare dentro di sè quando spera e crede in qualcosa.

E non parlo solo delle guarigioni straordinarie (che potrebbero accadere casualmente) ma mi riferisco anche a grandi eventi e fenomeni della storia (ma anche di oggi) che sono stati determinati dal comune credo dell’uomo in un’ideale o in un sogno.

Queste straordinarie forze non hanno la necessità di un Dio che le scateni (o che le giustifichi) ma sono già dentro di noi.
Basterebbe che noi tutti credessimo di più nell’uomo (e cioè nel nostro futuro e nella nostra vita) per ritrovarcele e per liberarci finalmente delle dipendenze (e dalle convenienze) dalle religioni (e dai religiosi)!



Sui miracoli di GiM
13 Feb 2008 ore 22:36

Anche secondo me i miracoli non sono tantissimi... ed a farci caso, anche la Chiesa ha la stessa cauta visione.
Alla fine, come detto, il vero miracolo, quella a cui la Beata Vergine mira secondo me, è la conversione dei cuori di chi va a Lourdes. I miracoli delle guarigioni devono serviri ad una conversione autentica ed a una riscoperta della propria fede... altrimenti questi segni straordinari rischiano di diventare segni vuoti.
Ma di fronte ai miracoli, quei segni straordinari che la scienza non riesce a spiegare, che indubbiamente esistono... chi non ha fede come si pone?






<nessun titolo> di Rusina
12 Feb 2008 ore 14:33

cmq... nn ho scritto come la penso sui miracoli..
beh.. secondo me, quelli veri son proprio pochi.. rispetto a tutti quelli che vengono proclamati a gran voce..
Credo che molti casi siano frutto della forza della mente umana...la quale, sempre e cmq grazie alla Fede, riesce a combattere i mali del corpo.
Certo.. non sempre la mente umana basta a guarire.. ma fa la sua parte, che é davvero rilevante. Senza Fede però ciò non potrebbe accadere..
sciao



<nessun titolo> di Rusina
12 Feb 2008 ore 14:20

Leggendo così, veloce veloce, posso dire che la penso come Ales (nautra vota!).. al di là del fatto che Lourdes, secondo me, é ormai diventato luogo anche di “speculazione”, sono certa che chi ci va lo fa perché crede... e sono anche certa che la propria (pur se piccola..) dose di Fede se la porti a casa. L’importante é che questa dose continui ad essere alimentata una volta “a casa” e che sia contagiosa... Scusate, forse il mio può sembrare un pensiero buttato così.. veloce veloce.. ma credetemi.. non lo é. Faccio riferimento ad una persona che conosco e che é stata a Lourdes qualke settimana fa.. é tornata animata da tanto entusiasmo... ma credo che a poco a poco tutto tornerà come prima...



Re: 11 febbraio 1858... Lourdes! di Ales
12 Feb 2008 ore 10:00

Anche io sono rimasto colpito da quello che ha detto Cacciari. Il miracolo vero è vivere le beatitudini.
Più che portare a casa acqua benedetta, dovremmo portare a casa una fede rinnovata e purificata.



Re: 11 febbraio 1858... Lourdes! di GiM
11 Feb 2008 ore 23:17

Ma io le risposte le ascolto... e rispondo pure.
Un muretto non credo... è stato un pensiero buttato li, nato dalla visione di Porta a Porta. Se ci sarà movimento... apro il muretto e sposto i messaggi.





Copyright (c)2006-2020 - Brolesi.it - Tutti i diritti riservati