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  Data inserimento: 15 Mar 2008 ore 15:07
  Autore: mik988


Storia d’Amore verso Dio e l’Uomo

Oggi voglio Raccontarvi una storia…
Nel lontano 1920, nasceva a Trento una bambina di nome Chiara, all’epoca nessuno poteva immaginare cosa sarebbe stata capace di fare… La piccola Chiara è la seconda di quattro figli, il fratello Gino fu partigiano durante la guerra e successivamente giornalista dell’Unità, la madre una cattolica osservante, in padre, per le sue idee socialiste, perse il lavoro e la famiglia fu costretta a vivere in condizioni di estrema povertà.
All’età di vent’anni, comincia ad insegnare ai bambini delle elementari di Trento, continuando gli studi di filosofia all’Università di Venezia. Forte era in sé la ricerca della Verità, e fu proprio durante la seconda guerra mondiale che capì cosa fosse la “Verità” che tanto cercava…
Il secondo conflitto mondiale, come tutte le altre guerre, portò fame, terrore e morte, portò la fine di tutto ciò che si poteva chiamare “Vivere”. Questa esperienza, le fece capire che una sola cosa era “indistruttibile” dalla mano dell’uomo, e quella “cosa” era l’Amore di DIO e quindi DIO stesso. La vita della giovane Chiara si trasforma, risponde a questo meraviglioso Amore scegliendo come unico ideale di Vita “Dio = Amore”.
È il 7 dicembre 1943, data che segna convenzionalmente gli inizi del Movimento che nascerà in seguito, poiché è in questo giorno che Chiara, si consacrò a Dio con voti privati, scegliendolo come il “Tutto” della sua vita.
Il 13 maggio 1944 Trento viene colpita da un violento bombardamento, casa Lubich viene quasi distrutta e mentre i familiari sfollano in montagna, Chiara rimane a Trento per non abbandonare la nuova vita che stava per far nascere…
Ed è proprio tra i poveri di Trento che inizia la sua “divina avventura”, avendo sempre in mente la parola di Gesù: “Qualunque cosa hai fatto al minimo l’hai fatta a Me”.
Chiara, insieme ad altra gente, che aveva deciso di seguire sua la scelta, condivisero con i poveri tutto ciò che avevano, nel bel mezzo della guerra, viveri, vestiario e medicinali arrivano con “insolita” abbondanza, e sopperirono a molte necessità.
Avendo così sperimentato, l’attuarsi delle promesse evangeliche: “date e vi sarà dato” e “chiedete e otterrete”, nacque la certezza che è nel Vangelo vissuto, la soluzione di ogni problema individuale e sociale, le parole di Gesù, applicate nel quotidiano e in particolare nel comandamento di Gesù “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”, che scoprono la legge che ricompone l’umanità disgregata, proprio nel testamento di Gesù “che tutti siano uno”, trovano il perché della loro vita: “eravamo nate per l’unità, per concorrere a realizzarla nel mondo”.
Dopo una dei bombardamenti, trova tra la macerie una donna che grida impazzita dal dolore per la perdita dei suoi quattro figli, avvicinandosi a Lei la abbraccia, ed è proprio durante questo contatto diretto con il dolore e la sofferenza di quella madre che avverte la “chiamata” ad abbracciare il dolore dell’umanità.
Nel 1948, al Parlamento Italiano, incontra Igino Giordani, Scrittore, giornalista, politico, ecumenista e patrologo, affascinato dalla radicalità evangelica della “spiritualità di comunione” che Chiara annunciava e viveva, Igino, scorge la possibile realizzazione del sogno dei Padri della Chiesa: “spalancare le porte dei monasteri perché la santità non sia privilegio di pochi, ma fenomeno di massa nel popolo cristiano”. Aderisce con tutto se stesso, mente e cuore, al Movimento dei Focolari, all’interno del quale viene chiamato “Foco”, per l’amore che testimonia e diffonde.
Da qui, il Movimento nascente ha una sua nuova apertura sul sociale, sulla famiglia e poi sul mondo ecumenico, tanto che Giordani viene considerato confondatore.
Da quel piccolo gruppo nasce e si diffonde un movimento di rinnovamento spirituale e sociale chiamato “Movimento dei Focolari”.
Nel 1949, durante un ritiro estivo a Tonadico sulle Dolomiti, dopo la messa del mattino, Chiara Lubich ebbe delle particolari intuizioni, che, per la loro bellezza e contenuto definì «Paradiso». Tali intuizioni, riguardavano il progetto di Dio sul futuro di lei stessa, dell’Opera di Maria e di alcuni focolarini.
Secondo una delle intuizioni Pasquale Foresi, aderente al nascente movimento, sarebbe dovuto diventare sacerdote, e così avvenne, Foresi nel 1954 fu il primo focolarino a ricevere l’ordinazione sacerdotale.
Dopo i tragici fatti della rivoluzione ungherese del 1956, Chiara, raccolse l’appello di papa Pio XII, il quale, chiedeva che il nome di Dio ritornasse «nelle piazze, nelle case, nelle fabbriche, nelle scuole», dando vita ai “Volontari di Dio”, persone impegnate in diversi campi con l’intenzione di riportare Dio nella società.
Papa Giovanni XXIII , nel 1962, diede la prima approvazione al movimento, anche se gli statuti vennero approvati solo nel 1990 da Papa Giovanni Paolo II, che contestualmente vi riconobbe il raro privilegio di poter essere perpetuato, in futuro, sempre da una donna.
Nel 1964 fondò la cittadella di Loppiano nelle colline del Valdarno, presso Firenze, prima di una serie di cittadelle in vari paesi del mondo, comunità che vivono, la spiritualità dell’unità in tutti i momenti della vita.
Grazie al suo impegno, ricevette nel 1977 a Londra, il premio Templeton per lo sviluppo della religione.
Durante un Viaggio in Brasile nel 1991, Chiara ebbe un tremendo impatto con il dramma della miseria alla periferia di San Paolo, e fu quì che diede il via al progetto dell’Economia di Comunione, prospettando una nuova teoria e prassi economica basata anche su una diversa distribuzione degli utili (un terzo per lo sviluppo dell’azienda, un terzo ai poveri, un terzo alla formazione dei membri del movimento), aggregando in breve tempo un migliaio di aziende, facendo intravedere una nuova teoria economica. Interverrà anche al 50° anniversario del Consiglio d’Europa, tenutosi a Strasburgo.
Nel 1996 contestualmente alla nascita del Movimento Gen (Generazione Nuova), rivolto ai giovani, riceve, a Parigi, il Premio Unesco ’96 per “l’Educazione alla Pace” con tale motivazione:
“Lo sviluppo del Movimento dei Focolari getta ponti tra le persone, le generazioni, le categorie sociali e i popoli, in un’epoca in cui le differenze etniche e religiose conducono troppo spesso a conflitti violenti”
Tale contributo viene riconosciuto anche con altri premi internazionali come il “Premio Diritti Umani 1998”, conferitogli a Strasburgo dal Consiglio d’Europa, ha ricevuto, inoltre, diverse lauree honoris causa e cittadinanze onorarie in Italia come Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Firenze, La Spezia, Rimini, Bra, Rocca di Papa, ed all’estero, fra cui, Buenos Aires.
L’esperienza del “date e vi sarà dato”, da Lei vissuta agli inizi, diventa lo stile di vita del Movimento, esso viene sperimentato, in modo particolare nelle opere e nelle attività sociali.
Dal 1997 al 1998 si dedicò ad aprire nuove prospettive per il dialogo interreligioso: fu invitata a parlare della sua esperienza interiore in Thailandia a 800 monache e monaci buddisti; a New York a 3.000 musulmani neri nella moschea di Harlem, ed in Argentina alla comunità ebraica di Buenos Aires.
Il Movimento dei Focolari, è una realtà unica, data la varietà di persone che lo compongono, famiglie, giovani, sacerdoti, religiosi e religiose di vari istituti, e vescovi.
Il Movimento è composto da 18 diramazioni, di cui 6 movimenti ad ampio raggio:
Famiglie Nuove, Umanità Nuova, Movimento Parrocchiale, Movimento Diocesano, Giovani per un mondo unito, Ragazzi per l’unità.
Grazie alla diffusione mondiale del movimento, crollano nazionalismi e razzismi sia a dimensione di “laboratorio” sia nei punti “caldi” del mondo come il Medio Oriente, i Balcani, il Congo, il Burundi, e l’Irlanda del nord.
All’età di 86 anni, Chiara viene ricoverata in ospedale per una grave e acuta infezione polmonare, dove vi rimane ricoverata per diversi mesi.
Il 10 marzo del 2008, viene ricoverata d’urgenza per una grave insufficienza respiratoria, al suo capezzale ricevette la visita del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e Papa Benedetto XVI le inviò la sua benedizione assicurandole la sua preghiera.
Ormai stanca e ammalata, Chiara, chiede di essere riportata nella sua casa a Rocca di Papa, dove si spegnerà nella notte del 14 Marzo.

“Chiara, lasci un vuoto enorme nelle nostre vite, vuoto che possiamo colmare solo mantenendo Vivo quell’esplosivo ardore missionario che ti caratterizzava. Ciao Chiara!”


Qualche piccolo ricordo delle Parole di Chiara:
“Nessuno sapeva quale sarebbe stato lo sviluppo di quest’opera: le circostanze verificatesi man mano l’hanno svelato. Anche la struttura del movimento più che suggerita da idee umane è stata ispirata da un carisma, cioè da un dono di Dio”
PER PREGARE

PERCHÉ LA VOGLIO VEDERE IN TE

Sono entrata in Chiesa un giorno e ho chiesto a Lui con cuore pieno di fiducia:
“Perché volevi restare nel mondo, in ogni punto della Terra, nella dolcezza dell’ Eucaristia, e non hai trovato, Tu che sei Dio, un modo, di portare e lasciare qui anche Maria, Madre di tutti noi che siamo in cammino?”
Mi è sembrato che in silenzio rispondesse:
“Non l’ho portata; percho voglio vederLa nuovamente in te. Benché voi non siate senza macchia, Il mio Amore vi fara nuovamente vergini e tu, e voi, allargherete le mani e i cuori maternamente all’ umanita, che ora, come una volta, ha sete del suo Dio e della Madre sua. A voi spetta ora di: alleviare i dolori, le ferite asciugare le lacrime.
Canta le Litanie e prova a specchiarti in loro.


PER LA PACE

Costruire la pace attraverso la fiducia

Costruire la pace attraverso la fiducia.... E’ una proposta, questa, meravigliosa che testimonia quanto hanno in cuore gli esponenti delle varie religioni.
Costruire la pace attraverso la fiducia....
Ma cosa vuol significare questo programma?Vuol dire lavorare a conoscersi per scoprire il positivo che c’è in ciascuno; vuol dire ascoltarci e comprenderci. Vuol dire guardarci con amore, coprendo con la misericordia gli eventuali errori passati, e accettarci gli uni gli altri per costruire una base comune di rispetto, di stima e di fiducia reciproca. Per questo bisogna formare sempre più noi e quant’altra gente possibile all’amore, a quell’amore che non guarda a sè, che non desidera il proprio interesse, che sa superare ogni ostacolo frapposto da differenze tradizionali; un amore che sia più forte di ogni altra cosa. Si tratterà di un capovolgimento totale di mentalità; ma è necessario. Alla fine di questo millennio e all’approssimarsi del terzo, l’amore dovrebbe diventare sempre più costume nostro e di molti. L’amore la forza più potente, feconda, sicura che può legare ogni società.
L’amore. Diffondere l’amore. Insegnare ad amare. Ma sa veramente amare chi sa di essere sinceramente amato. E’ una costatazione umana questa, ma che non vale meno nel campo spirituale. Sapere di essere amati. Da chi? Da Colui che è l’Amore. Dobbiamo aprire gli occhi e scoprire quale fortuna possediamo spesso senza saperlo. Non siamo soli su questa terra. C’è l’amore; abbiamo un Dio Amore che non ci abbandona al nostro destino, ma ci vuole accompagnare, custodire, aiutare. Nel caso nostro, che non lascia alla sola iniziativa degli uomini il rinnovamento della società, il raggiungimento della pace, ma è il primo che se ne prende cura. Bisogna che gli uomini sappiano questo e ricorrano a Lui consci che nulla gli è impossibile. Credere, dunque, d’essere amati da Dio per poterci lanciare con maggior fede nell’avventura dell’amore e lavorare con questa coscienza, insieme a Lui.
La nostra vita deve essere perciò anzitutto in continua comunione con Dio, dobbiamo familiarizzare con Lui. Ed ecco l’importanza della preghiera che però non si deve esaurire nel tempo ad essa dedicato, ma deve impregnare tutto il nostro vivere. Con Dio poi dobbiamo guardare avanti non perdendo mai di vista il progetto che Egli non può non avere sul mondo: è la fratellanza universale. Egli, creatore, è padre delle sue creature e noi, donne e uomini di tutta la terra, siamo suoi figli, tutti membri dell’unica famiglia umana e quindi fratelli fra noi. La storia dell’umanità una lenta e faticosa riscoperta di questa realtà. Dopo millenni di storia in cui si sono sperimentati i frutti della violenza e dell’odio fra fratelli, sarebbe ora di sperimentare oggi i frutti dell’amore. E non solo dell’amore fra singoli, ma anche fra popoli. I popoli stessi infatti sono chiamati, non più ad ignorarsi e tanto meno a combattersi l’un l’altro, ma ad amarsi.
E’ necessario che l’amore reciproco diventi legge per ogni comunità, civile o religiosa che sia. Se noi tutti faremo la nostra parte verso ogni uomo, ogni fratello, e, se la Conferenza si sentirà solidale con quante altre forze positive agiscono in quest’epoca nel mondo per aggiungere fini analoghi ai suoi, potremo addirittura sperare che una corrente d’amore cominci ad invadere l’umanità, il mondo s’avvii così verso un ordine nuovo fino a comporre un’unica comunità planetaria come qualche leader religioso ha auspicato perché anche ciò che può apparire sogno e utopia non è tale se Dio è presente e lavora con noi. E non potremmo intanto prometterci quest’amore reciproco tra noi qui, e condurre su questa base tutti i nostri lavori?

Chiara Lubich





  
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