Dalla cina una lezione di cinema e di morale. Il viaggio di un eroe pronto a tutto per portare a termine la sua missione.
In questo film Zhang Yimou ci racconta una storia apparentemente semplice: un eroe racconta al proprio re come ha sconfitto i suoi nemici. In realtà il racconto del giovane serve al regista come pretesto per raccontarci la vita (e la morte) di sublimi personaggi in un viaggio che partendo dalle apparenze iniziali si innalza progressivamente fino a giungere alla consapevolezza della rivelazione finale. Ed è anche un viaggio attraverso il cinema, arte naturalmente occidentale, contaminata dal regista con la sensibilità cinese per dar vita a qualcosa di veramente nuovo. E così nascono i colori sgargianti, il tratto stilistico più appariscente durante tutto il film, che sottolineano i passaggi del racconto e svelano la vera natura delle scena rappresentata. Ma a questo sono riconducibili anche i magnifici paesaggi che fanno da cornice ad alcuni dei momenti più alti del film. Ma soprattutto è evidente nell’uso di una delle tecniche più innovative del cinema moderno, il bullet time, usato (e abusato) da Matrix in poi. Qui, molto più che ne “La tigre e il dragone”, questa tecnica si fonde perfettamente con le esigenze espressive del film. Yimou è bravo ad usarla con la sensibilità appropriata per evitare l’errore, in cui altri sono caduti, di rallentare troppo la narrazione o appesantirla con l’uso di questa tecnica. Infine una menzione speciale va fatta per gli attori di questo film. I nomi di Jet Li, Tony Leung, Maggie Cheung, Zhang Ziyi, dicono poco a noi occidentali, tuttavia in oriente sono delle vere e proprie stelle e in questo film si può apprezzare appieno tutta la loro bravura.
Nel complesso il risultato è un film semplice ma al tempo stesso grandioso. Una lezione di cinema e di morale insieme in cui il regista attingendo alla sua tradizione e cultura riesce a cogliere l’essenza della cinematografia arricchendola della spiritualità e saggezza cinese e rinnovandola dettando una possibile nuova strada per questa arte ormai troppo inflazionata.
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